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L'ISOLA DELL'ASINARA

Isola dell'Asinara

Seconda isola più grande della Sardegna dopo Sant’Antioco, l’Asinara appare quasi completamente priva di alberi e ricoperta di una fitta vegetazione di sottobosco. Le coste si presentano frastagliate, con scogliere a picco sul mare nel versante occidentale e graziose calette nella costa orientale.

La sua storia è affascinante quanto sinistra. L’isola infatti è stata preclusa ai più per circa un secolo, a partire dal 1885, quando venne adibita a colonia penale e stazione sanitaria di quarantena. In seguito, durante la prima guerra mondiale, divenne un campo di prigionia e a partire dagli anni ’70 vennero istituiti carceri di massima sicurezza, destinati a detenuti particolarmente pericolosi, come brigatisti e mafiosi.
Per anni l’accesso all’isola dell’Asinara è stato quindi riservato solo a criminali e guardie, tanto da renderla nota come l’Isola del Diavolo.

Un secolo di isolamento ha permesso la conservazione di alcune aree integre e vergini, habitat perfetto per numerose specie animali e vegetali. Nel 1997 viene istituito il Parco Nazionale dell’Asinara, a tutela di questa splendida terra selvaggia e incontaminata.
Il Parco è visitabile tutto l’anno e si può raggiungere via mare partendo dal porto di Stintino. Una volta arrivati potrete girare l’isola in pullman accompagnati da una guida e se vi guardate bene attorno, oltre alla florida macchia mediterranea e alle invitanti calette, potreste avere la fortuna di imbattervi in uno dei piccoli asini albini, tipici dell’Asinara.
Sono visitabili inoltre il carcere di massima sicurezza e il centro di recupero per tartarughe marine.

Una piccola curiosità: recentemente è stata avviata la procedura che potrebbe portare all’inclusione di Stintino nel Parco Nazionale dell’Asinara. Si rinsalderebbero così gli antichi legami fra le due terre, che risalgono al 1885, quando le 45 famiglie residenti all’Asinara, costrette a lasciare l’isola, fondarono Stintino.
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